Inaugurazione della Mostra “Miniere della Maiella”

18 Maggio 2026
Al Museo Universitario di Chieti la memoria del patrimonio minerario abruzzese

Giovedì 21 maggio 2026, alle ore 18.00, presso il Museo Universitario di Chieti, sarà inaugurata la mostra “Miniere della Maiella”, dedicata alla storia delle miniere di bitume e asfalto della Maiella e al lavoro di ricerca del GRAIM – Gruppo di Ricerca di Archeologia Industriale della Majella.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Museo Universitario UdA e il GRAIM, realtà composta da esploratori, speleologi e studiosi impegnati nella riscoperta del patrimonio minerario abruzzese.
Alla presentazione interverranno Ruggero D’Anastasio, direttore del Museo Universitario UdA, e Laura De Lellis del GRAIM. Al termine è prevista una visita guidata alla mostra.

L’esposizione racconta un capitolo poco conosciuto della storia economica e industriale dell’Abruzzo. Tra Ottocento e Novecento, il bacino minerario della Maiella — tra Scafa, Lettomanoppello, Manoppello, Roccamorice, Abbateggio e altri comuni dell’area — rappresentò uno dei più importanti giacimenti italiani di asfalto e bitume.

«Questa mostra rappresenta un’importante occasione per valorizzare un patrimonio storico e umano straordinario, spesso poco conosciuto, e per restituire memoria al lavoro e alla vita delle comunità minerarie della Maiella», sottolinea Ruggero D’Anastasio, direttore del Museo Universitario UdA.

Lo sfruttamento industriale iniziò nel 1844 grazie agli imprenditori Silvestro Petrini e Donato Paparella e proseguì con l’intervento di compagnie italiane e straniere. Dal bitume estratto venivano prodotti materiali destinati all’impermeabilizzazione e alla pavimentazione stradale; celebri le mattonelle bituminose della SAMA, diffuse in numerose stazioni ferroviarie italiane ed estere.
Dal 2014 il GRAIM conduce attività di ricerca storica, antropologica ed esplorativa per documentare e preservare la memoria delle miniere della Maiella. Attraverso lo studio di archivi, testimonianze orali ed esplorazioni speleologiche, il gruppo ha localizzato circa venti complessi estrattivi e catalogato oltre cento ingressi minerari.

La mostra presenta fotografie, documenti, oggetti, rilievi cartografici e materiali audiovisivi che restituiscono la memoria del lavoro minerario e delle comunità che hanno vissuto questi luoghi.

La mostra sarà visitabile fino al 30 giugno 2026. INGRESSO GRATUITO.